Come trasformare lo spettatore in utente
Strategie per superare la distanza da chi frequenta in anonimato il vostro sito
Nel nostro percorso attraverso gli aspetti psicologici che interessano Internet e di conseguenza il web marketing, oggi vogliamo dedicarci a spiegare come sia possibile diminuire la differenza fra il numero di utenti iscritti ed utenti veramente attivi nei forum, cosi come quella fra lettori anonimi e commentatori partecipi nei blog.
Alla radice del ruolo di “spettatore distante” che spesso l’utente web assume anche in siti in cui la partecipazione attiva sembrerebbe scontata, come appunto nei forum, potremmo individuare come componente essenziale, un comportamento di indolenza sociale che nasce dall’influenza di una fonte passiva di cui spesso non si tiene conto e che è rappresentata dal gruppo stesso formato da tutti coloro che frequentano il nostro sito.
L’aspetto interessante è infatti, notare come la percezione della presenza di un numero significativo di altri utenti, tenda quasi ad inibire l’attività online dell’individuo quando quest’ultimo è chiamato a svolgere un compito o un’attività.
Il fenomeno che può raggiungere nella realtà, in casi estremi, quel fenomeno detto “apatia degli astanti”, che si determina quando una folla assiste senza intervenire ad un fatto criminoso si basa su due principi:
- l’individuo, in casi in cui sia incerto sul comportamento da tenere, tende a conformarsi al comportamento degli altri
- la responsabilità di agire viene condivisa fra tutti gli spettatori ad un dato evento; di conseguenza, tanto maggiore è il numero dei presenti, tanto minore responsabilità ognuno percepirà.
Nello studio dei comportamenti di aiuto, ad esempio, è dimostrato come sia più facile che una persona intervenga in soccorso di un’altra se è l’unica a poterlo fare, o se comunque il numero di chi può intervenire è esiguo.
Ecco allora come può capitare che nel mondo virtuale forum e blog frequentati da migliaia di utenti vedano il livello di coinvolgimento di questi ultimi crescere in modo inversamente proporzionale al numero degli utenti stessi.
Considerando l’importanza anche riguardo ai fattori per il posizionamento nei motori di ricerca di siti frequentati, attivi e con contenuti in continuo aggiornamento, è quindi importante intervenire per ridurre al minimo questi fenomeni di inibizione psicologica.
Una delle prime cose su cui si può intervenire è il numero degli “astanti”, evitando nei forum thread generalisti che coinvolgono la totalità dei lettori e aprendo invece discussioni specifiche, dedicate ad un numero più ristretto di utenti.
Ciò, fra l’altro, ci permette di segmentare anche il nostro pubblico e quindi, grazie alla maggiore conoscenza acquisita sui suoi reali interessi, intervenire più efficacemente per ogni successiva offerta di beni o servizi.
Contemporaneamente dobbiamo fare di tutto perchè l’utente manifesti la propria identità e si senta protagonista e responsabile di un micromondo; devono essere considerate con attenzione le interfacce che permettono l’iscrizione al sito, le pagine dedicate ai profili di ogni utente nonché i thread nei quali gli utenti siano invitati a raccontare qualcosa di se; per fare un ottimo esempio il “GT Fetish Cafè”.
Possiamo quindi arrivare a considerare come misura delle dinamiche psicologiche attive in un forum, e al tempo stesso del grado di coinvolgimento degli utenti:
- il rapporto fra utenti iscritti e visitatori nel sito
- il rapporto fra utenti iscritti e profili modificati nelle pagine dedicate
- il rapporto fra utenti iscritti e il numero di utenti iscritti che partecipano a thread di tipo personale
Nei casi estremi, per seguire drasticamente ed in un solo passo entrambi i precedenti indirizzi, si può anche decidere di ricorrere alla cosiddetta: tecnica del privè.
Nei blog allo stesso modo sarà bene considerare:
- il rapporto fra commenti anonimi ed autenticati
- il numero di messaggi personali
- quando l’interfaccia software lo permette, il rapporto fra profili modificati e non.
E per un qualsiasi sito che non offra blog, forum, o interfacce per commenti?
Per prima cosa, non attendete oltre per inserire una delle precedenti funzionalità, ed a seguire potete cominciare a valutare la misura del coinvolgimento dei vostri visitatori con l’analisi del numero dalle e-mail finora ricevute.
Si usi tuttavia l’accortezza di valutare il canale della posta elettronica più personale rispetto ad un intervento su un thread di un forum o in un commento di un blog e quindi sintomo di un grado di coinvolgimento implicito nettamente superiore.
Per concludere potremmo dire “piccolo è bello”, parlarvi di “siti di nicchia” o di identificazione del proprio target, l’importante è evitare di realizzare luoghi web frequentati da spettatori anonimi e indistinti.
di Giuseppe Pellegrini
aka unobinotrino
pubblicato su Il Giornale il 2/09/2008














